DOMENICA 20 SETTEMBRE · FIRENZE
SENTIERO FOR PALESTINE
Mostra fotografica · aperitivo di
beneficenza · talk · proiezione
DALLE ORE
18.30
TERRAZZA
FUORI BINARIO
POI ALLE EX LEOPOLDINE
dalle 21:30
Domenica 20 settembre, Sentiero Film Factory dedica una serata a Gaza e al dialogo in sostegno della popolazione palestinese.
Dalla mostra fotografica, all’aperitivo di beneficenza sulla Terrazza di Fuori Binario, fino al talk e alla proiezione serale alle Ex Leopoldine: una giornata nata dalla collaborazione con Un Ponte Per, Emergency Firenze e Nazra Film Festival, con la partecipazione del regista Niccolò Falsetti, Giulia Torrini Presidente Un Ponte Per) e Sharif Hamad (ingegnere palestinese) per un dialogo pubblico sui progetti dell’associazione in Palestina e in Libano. Un momento di raccolta fondi per “Water for Gaza” e uno spazio di racconto diretto di cosa significhi oggi vivere e resistere a Gaza.
PROGRAMMA
LA GIORNATA, ORA PER ORA
18.30-20.30
Mostra “I Grant You Refuge” + aperitivo di beneficenza + talk
Alle 18:30, in Terrazza Fuori Binario (Via del Leone 76), si inaugura la mostra fotografica “I Grant You Refuge”, visitabile poi al Chiostro della Biblioteca Thouar dal 21 al 26 settembre (10:00–19:00).
L’apertura è accompagnata da un aperitivo di beneficenza a sostegno della campagna “Water for Gaza” e da un incontro pubblico con Giulia Torrini e Sharif Hamad di Un Ponte Per.
21.30-22.30
Talk e proiezione a cura di Nazra Film Festival
Alle 21:30 il Sentiero Talk “La cultura che si schiera” apre la serata con Niccolò Falsetti ed Emergency, per un confronto pubblico sul ruolo della cultura e del cinema di fronte ai conflitti in corso.
Alle 22:30 segue Sentiero Connection, la serata di cortometraggi curata da Nazra Film Festival: una selezione fuori concorso di opere realizzate a Gaza, che raccontano la vita quotidiana e la resistenza attraverso lo sguardo di autori e autrici palestinesi.
LA RACCOLTA FONDI
WATER FOR GAZA
Dall’ottobre 2023 Gaza è sottoposta a un’offensiva militare genocidaria da parte di Israele: bombardamenti continui, infrastrutture distrutte e un assedio totale che hanno trasformato una crisi politica in una catastrofe umanitaria. Oltre 2 milioni di persone sono state sfollate e non hanno accesso stabile ad acqua potabile, cibo e cure sanitarie.