Cattiva Strada
Davide Angiuli
95'
Drammatico
2026
Italia
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Cattiva Strada – Periferia e riscatto
Nella periferia di Bari vive Donato (Malich Cissé), giovane di seconda generazione che abita da solo con la nonna malata. La sua esistenza subirà un profondo cambiamento identitario in seguito all’incontro con August (Giulio Beranek), piccolo criminale in fuga da una vendetta nel suo paese natale, l’Albania. I due intraprenderanno una “collaborazione”, umana e lavorativa, che porterà Donato a conoscere le curve e i rettilinei della sua Cattiva Strada.
Il film, esordio alla regia di Davide Angiuli – che ne ha curato anche la sceneggiatura, è stato presentato al Bari International Film Festival. Si tratta di una storia di ‘formazione criminale’ dal taglio molto personale, in grado di incastrarsi perfettamente nel solco della poetica periferica messa in scena già da Pasolini con Accattone e poi continuata da alcuni grandi epigoni come Claudio Caligari, con la sua celebre trilogia proprio sulla vita della piccola criminalità nella periferia romana. Ed’è proprio l’hinterland barese che gioca un ruolo di assoluto protagonismo nel film, attraverso una messa in scena credibile grazie soprattutto ai personaggi che la popolano e alle dinamiche che vengono raccontate, lontane dagli stereotipi del genere.
Il film è ambientato per buona parte proprio su quelle tortuose strade secondarie che serpeggiano tra i palazzi popolari e la campagna, a testimonianza della disincantata e cruda storia di vita che viene mostrata sullo schermo.
I due attori protagonisti, Cisse e Beranek, entrambi vincitori del premio per la Migliore Interpretazione Maschile proprio al Bari Film Festival, hanno i volti della periferia pur rimanendo incredibilmente riconoscibili grazie a un dettagliato lavoro fatto sui personaggi. Casi studio per quella piccola criminalità di provincia che cerca di sbancare come può il lunario: il bullo August e l’impacciato Donato ci raccontano le gioie e i pericoli che fanno seguito alla ricerca di una facile possibilità di riscatto che sembra possibile solo attraverso la violenza. Le scene di tensione, girate quasi interamente in notturna, sono curate dall’attenta fotografia di Emilio Costa, mentre la colonna sonora, interamente composta da pezzi di musica elettronica, diventa la cartina tornasole delle emozioni provate dai personaggi nei momenti cruciali.
Cattiva Strada – dal titolo così evocativo che ricorda i grandi noir americani degli anni ’50 – è un unicum per il panorama del cinema contemporaneo italiano, lascia ben sperare per i futuri lavori del giovane Angiuli, dimostratosi pienamente capace di farsi lungometraggio di solido impianto seppur non facile per argomenti e ambientazione.