Brian di Nazareth

Terry Jones

154'

Commedia Satirica

1979

Regno Unito

-

Brian di Nazareth – Il vangelo dei Monty Python

7 Luglio 2026

Tommaso Rubechini

Nella Galilea del I secolo d. C., sotto occupazione romana, il giovane idealista Brian Cohen (Graham Chapman), nato la notte di Natale accanto alla capanna del più famoso Gesù, è deciso a portare avanti una lotta sociale contro l’invasore latino. Dopo aver preso contatto con un gruppo di ribelli del PFJ (People’s Front of Judea), il caso lo eleggerà a figura messianica, attirando su di sé le attenzioni di centinaia di fedeli.

Presentato con un nuovo restauro alla XL edizione del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna e diretto da Terry Jones, il secondo lungometraggio del leggendario gruppo comico inglese è largamente riconosciuto come una delle loro migliori prove cinematografiche.

Questa esilarante commedia di argomento biblico, ormai divenuta film di culto, mette in scena una storia di evangelico cinismo, condita dall’inimitabile stile dei Monty Python. I membri del gruppo, per la maggior parte provenienti dai più prestigiosi college britannici, come Cambridge ed Oxford, riescono a trovare la perfetta sintesi tra un umorismo ‘colto’, fatto di citazioni bibliche e giochi grammaticali, ed uno più basso e sguaiato senza mai scadere nel banale. Leggendaria in questo senso la gag sulla lezione di latino a cui va incontro il povero Brian o le parodie di nomi latini come Biggus Dickus e Incontinentia.

Attraverso un espediente quasi “Bulgakoviano”, la rilettura del vangelo secondo i Monty Python mischia a momenti di intensa ilarità ragionamenti molto più profondi sulla necessità, e sul rischio, di trovare una figura autorevole, in questo caso messianica, a cui poter fare completo affidamento per le scelte personali. Il quanto mai riluttante Brian, che cercherà per tutto il film di smarcarsi dal suo nuovo appellativo, sembra parlare direttamente con gli spettatori per metterli in guardia sui rischi del conformismo indotto dall’alto. Ma forse è proprio il suo rifiuto della divinizzazione a porlo al di sopra di tutti gli altri esseri umani. In un mondo alla costante ricerca di guru e di idoli da seguire, Brian di Nazareth decide di ridare importanza all’individuo comune, all’essere umano, perfettamente in grado di portare avanti in modo autonomo le sue scelte di vita.


Prodotto dall’ex Beatle George Harrison grazie alla sua HandMade Films e girato sui set di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, che conferiscono un senso di grandiosità a tutta la vicenda, il film accolse fin dalla sua uscita delle prevedibili accuse di balsfemia, saggiamente sfruttate dal gruppo a fini pubblicitari.
Life of Brian rimane, anche dopo quasi 50 anni dalla sua uscita, un film moderno ed estremamente legato al nostro presente, ricordandoci, facendoci ridere a crepapelle, come la vita sia troppo breve per non essere vissuta guardando sempre ai suoi lati più luminosi.

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